Intervista a Maria Cristina Rossi, Supervisore del Movimento Famiglie Affidatarie del Borgo Ragazzi don Bosco di Roma

In occasione dei festeggiamenti per la Festa della Mamma, previsti per domenica 14 maggio, abbiamo voluto intervistare una mamma del Borgo Ragazzi don Bosco, Maria Cristina Rossi; persona, che da diversi anni è molto attiva all’interno del Centro Salesiano e che oggi, insieme al marito Giancarlo Cursi, ricopre il ruolo di Supervisore del Movimento Famiglie Affidatarie e di collaboratore del Laboratorio Famiglia. Grazie a questo incontro e alla sua massima disponibilità, abbiamo avuto l’opportunità di raccontare e svelare la sua esperienza materna.

Qual è o quale dovrebbe essere secondo Lei, il sentimento che fa nascere il desiderio di diventare mamma?
‹‹Nel mio caso è stato l’ amore inteso come dono, dal quale è nato il desiderio di offrire tutto ciò che di buono ho ricevuto, vissuto, sperimentato, lungo il percorso della vita. Un desiderio che mi ha portata a voler donare ad un figlio, il primo meraviglioso respiro dell’esistenza, ma anche quello di farlo crescere, circondato dall’insostituibile calore, dedizione e presenza di un nucleo familiare››.


Lo afferma uno studio dell’istituto Bambino Gesù di Roma

In Italia il 20% dei giovani tra i 15 e i 34 anni consuma frequentemente alcolici, il 16% fuma fino al compimento dei 24 anni e il 19% ha consumato cannabis. Inoltre il 49% dei giovani tra i 14 e i 19, hanno giocato d’azzardo almeno una volta. Sono alcune statistiche dell’istituto Bambino Gesù per la salute del bambino e dell’adolescente.


Le filosofie orientali si basano molto su questo concetto

Chi è sereno non consuma, non ha bisogno di cercare conforto nel cibo o in abiti di cui non ha bisogno. Il segreto per stare bene? Cibo non industriale, movimento e meditazione. Non è mai troppo tardi per cambiare stile di vita e per adottarne uno che ci aiuti ad essere più in forma, più in salute e più leggeri. Perché la leggerezza, quella fisica del corpo ma anche quella della mente, è il segreto del vivere meglio. Essere leggeri significa essere felici. E anche un po’ rivoluzionari. La nostra società, quella occidentale e ricca, ha bisogno delle insicurezze e del malcontento delle persone per sostenere il proprio sistema economico.                                                                                                                               


In ricordo di Margherita Occhiena, madre di Giovanni Bosco


In prossimità dell’ 8 marzo, giornata nella quale si celebra la festa della donna, vogliamo ricordare l’importante figura di Margherita Occhiena, madre e maestra di Giovanni Bosco.
Nata il primo aprile del 1788, nel piccolo paese del Capriglio, situato nel-le vicinanze di Asti, trascorse la sua giovinezza, in una famiglia di umili contadini. A soli ventinove anni, rimasta vedova, si trovò a crescere, da sola, i suoi due figli, Giuseppe e Giovanni, e a dover gestire i possedi-menti, in un periodo di grande crisi e carestia. Contadina di grande co-raggio, educò la prole secondo il Vangelo, con religione, ragione e amore. In particolar modo, il suo cuore, la condusse ad insegnare la carità, verso i più poveri, perché riteneva che: ‹‹La cosa più importante è la salvezza dell’anima››.