Nasce da situazioni che risalgono all'infanzia e dal timore di lasciarsi andare

 

L'avversione alla felicità, chiamata anche Cherofobia, rappresenta un atteggiamento, per cui gli individui evitano deliberatamente le esperienze che evocano emozioni positive o di gioia. Una delle tante ragioni per le quali potrebbe svilupparsi, è la credenza che quando una persona diventa felice, un evento negativo si verificherà presto come punizione alla soddisfazione dell'individuo. Questa modo di pensare è prevalente nelle culture orientali.

bianco La formazione intellettuale occidentale, invece, è più guidata dall'impulso di massimizzare la felicità e di minimizzare la tristezza. Il valore riposto in un sorriso, riecheggia in tutta la psicologia positiva dell’Occidente e nelle ricerche sul benessere soggettivo. L'avversione alla gioia è associata a cause come instabilità e fragilità della persona. caratteristiche proprie della felicità in sé. Ci sono quattro maggiori ragioni per le quali i cherofobici evitano la felicità: credere che essere felici provocherà eventi negativi. Altro motivi sono legati al fatto di pensare che la felicità renda cattive le persone; che sia un male per la persona in sé e per gli altri; credere che perseguire la felicità sia un male per l'individuo in sé e per gli altri. Queste scoperte mettono in discussione l'idea che l’essere gioiosi sia l'obiettivo finale; una convinzione che riecheggia in numerosi articoli e pubblicazioni, sul fatto che certe scelte possano renderti felice.

Secondo gli esperti colpisce maggiormente le persone introverse che preferiscono evitare momenti goliardici e i perfezionisti che nella loro ricerca di eccellenza non si abbandonano agli eventi. Chi ha questa paura, dovrebbe rivolgersi ad uno psicologo o psicoterapeuta, scavare nel passato e mettere in atto strategie cognitivo-comportamentali che aiutano a modificare le proprie convinzioni e i modi di pensare errati. Oltre a ricercare le cause che hanno scatenato tale fobia è importante annullare lo schema psichico che associa il piacere al dolore e provare a lasciarsi andare godendo dei momenti gioiosi. Tuttavia ci sono persone che non intendono guarire perché evitare possibili situazioni felici dà loro la sicurezza e paradossalmente la serenità.