L'undicenne Caterina ha rinunciato alla sua lunga chioma per aiutare i malati oncologici: «Mi rende felice pensare che una bambina possa sentirsi bella con i miei capelli»

LUGANO - Quarantasei centimetri di generosità per ridare il sorriso a chi lotta contro il cancro. È un gesto che ha fatto presa sui social quello di Caterina, undicenne che frequenta la prima media a Viganello. Lo scorso 30 marzo, assieme alla mamma, la giovane è entrata nel salone di Rosi Dafond a Minusio per donare la sua lunga chioma di un nero particolare.

Caterina spiega - Un taglio netto e un filmato realizzato per sensibilizzare sul tema. Ma anche una lettera in cui Caterina parla del «bisogno di compiere un bel gesto»: «Pensare che un giorno una bambina potrà accarezzare i miei capelli e sentirsi bella mi rende molto felice. Tutti noi possiamo aiutare ognuno a proprio modo: io con i capelli, altri donando il sangue o il proprio tempo».                                                       

Il senso del dono - La decisione di procedere al taglio netto non nasce improvvisa. «Alcuni anni fa - spiega la madre Antonella Eramo - una nostra amica brasiliana, e poi un’altra amica canadese, avevano fatto lo stesso. Ho spiegato alle mie due figlie il senso del donare i capelli e subito Caterina mi aveva detto di voler fare altrettanto». Il momento è giunto lo scorso autunno. «Ma abbiamo lasciato passare l’inverno affinché il dono fosse ancora più bello».
                                                                   
                                                                                                                                     

Per sentirsi meglio - A spiegare l’importanza dell’atto è la stessa Rosi Dafond. «Da 38 anni - spiega - fornisco parrucche e servizi, questi ultimi a titolo di volontariato, per i malati oncologici. Ho visto cosa vuol dire possedere qualcosa che ti permette di giocare anche con l’aspetto e non essere subito riconosciuta come malata». Rosi collabora con associazioni come la Lega contro il cancro e il Triangolo, e con gli stessi medici. «Offrire servizi significa assistere il paziente da quando inizia a perdere i capelli, al controllo del cuoio capelluto, al lavaggio della parrucca». Aiuti gratuiti, poiché il costo della parrucca è coperto da Ai o dall’Avs.

Un gesto non scontato - «Posso citare degli adulti che l'hanno fatto - prosegue Rosi Dafond - ad esempio una cliente che ogni sette anni fa questo gesto. Ma un ragazzina che consapevolmente decide di aiutare qualcuno dimostra una doppia maturità. Una rarità, anche trovare capelli così lunghi e non intaccati da prodotti».

Dal Ticino ad Aarau - La chioma dell’undicenne luganese verrà trasformata in parrucca da una ditta svizzera di Aarau, «dove i sarti delle capigliature lavorano chiome della lunghezza non inferiore ai 40 centimetri. Quella di Caterina raggiungeva i 46 cm, integri dal taglio alla punta. A nome della giovane la ditta donerà un piccola offerta a un’associazione che segue i malati oncologici, o la Lega contro il cancro o il Triangolo». A volte basta un taglio per crescere.