Le vittime sono maggiormente le ragazze

 

In Italia un adolescente su due subisce episodi di bullismo. L’età a rischio è quella compresa fra 11 e i 17 anni, anche se il periodo più critico è fra gli 11 e i 13. All’inizio parolacce e insulti, seguiti dalla derisione per l’aspetto fisico e poi, in quattro casi su cento, si arriva a botte, calci e pugni. È quanto emerge da uno studio dell’Istat, che fotografa la situazione. Una maggiore sinergia tra famiglia, scuola e istituzioni e un monitoraggio forte sui social media, è la strada maggiormente proposta per contrastare il fenomeno. 

Bisogna sensibilizzare sia i bambini sia i genitori sul tema e lavorare sul rispetto di sé, sul rispetto dell’altro, sul rispetto delle regole. Secondo l’opinione pubblica, occorre attivare un’azione di controllo forte e stroncare nettamente, i fenomeni che avvengono dentro gli istituti scolastici, non ultimi quelli ai danni degli insegnanti. Dobbiamo renderci conto che questo non è un problema da sottovalutare. Dai dati Istat emerge che nel 2018 poco più del 50% dei ragazzi ha subito qualche episodio offensivo, non rispettoso o violento. Nel 9,1% dei casi, gli atti di prepotenza si sono ripetuti ogni settimana; a subire costantemente comportamenti offensivi, sono stati nel 22,5% dei casi i ragazzini fra 11 e 13 anni e nel 17,9% dei casi gli adolescenti fra 14 e 17 anni.

insegnamentoA subire il bullismo sono maggiormente le ragazze (20,9%) rispetto ai ragazzi (18,8%); mentre tra gli studenti delle superiori, le vittime più numerose sono tra i liceali (19,4%), seguiti da quelli degli istituti professionali (18,1%) e degli istituti tecnici (16%). Ci sono differenze anche tra Nord e Sud: il fenomeno è più diffuso nelle regioni settentrionali, con il 23% dei ragazzi fra 11 e i 17 anni; la percentuale supera però il 57% considerando anche le azioni avvenute sporadicamente. Le violenze più comuni sono offese, parolacce e insulti (12,1%), la derisione per l’aspetto fisico o per il modo di parlare (6,3%), la diffamazione (5,1%), l’esclusione per le proprie opinioni (4,7%), le aggressioni con spintoni, botte, calci e pugni (3,8%).

Ma quali sono le cause del bullismo?

In molti casi il bullo ha avuto dei genitori che durante gli anni formativi non gli hanno dato il buon esempio o l’hanno completamente trascurato. Molti di questi, provengono da famiglie dove madre e padre sono freddi o distaccati, oppure, gli hanno insegnato a risolvere i problemi ricorrendo alla rabbia e alla violenza. Coloro che sono cresciuti in un ambiente del genere, potrebbero non considerare i loro attacchi verbali e le aggressioni fisiche, delle prepotenze; pensare che il comportamento sia normale e accettabile. Purtroppo alcuni ragazzi sono aggressivi perché a casa è stato insegnato loro, che il modo migliore per ottenere ciò che si vuole, sono le intimidazioni e gli insulti.Disgraziatamente, questi metodi spesso sembrano funzionare.

Shelley Hymel, una rettrice dell’Università della Columbia Britannica, in Canada, che studia il comportamento dei bambini, dice: “Abbiamo dei ragazzi che studiano bene le regole del gioco e, sfortunatamente, il bullismo funziona. Ottengono ciò che vogliono: potere, prestigio e attenzione. Un altro fattore che incoraggia il bullismo è la mancanza di sorveglianza. Molte vittime pensano di non avere nessuno a cui rivolgersi per ricevere aiuto, e la cosa tragica, è che nella maggioranza dei casi hanno ragione’’.